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QUANDO SOGNAI IL RE

 di Enzo Droandi  

 Mi si rivolge con aria corrucciata e mi dice: non si fa aspettare il Re in mezzo alla strada sul marciapiede, a leggere sette volte lo stesso manifesto di arruolamento dei muli da montagna, è poca educazione e perché te ne sei dimenticato, no non me ne sono dimenticato Maestà, ma ho fatto tardi; era vestito come sempre di diagonale grigio - verde e con i calzoni con i gambali a polpaccio e con le scarpe nere di vacchetta fatte da Grottino o da Carcano di Castiglioni, ma non aveva la sciabola curva lucida ma aveva l'elmetto con la piuma bianca di uccello del paradiso quanti ne hanno ammazzati, no si dice uccisi, corregge Berto Mugnaini quando porta a caccia a guarniente quel signore medaglia d'oro che poi si scoprì che si chiamava Doro di nome e Medaglia di cognome ed il Re è come nel francobollo, di quando andò nella Somalia italiana ma è più basso e tiene la gambina sinistra indietro con la punta in giù come la ballerina fougier e ha fame e dondola da fermo e dice andiamo a casa che ci aspettano ma qui è casa Vostra Maestà quando ci siete Voi perché nelle colonie si continua la patria e mettetevi il sottogola se no casca l'elmetto che cinge l'augusto capo e ha ragione la zia Ginevra che assomiglia allo zio Elio Bramanti di San Giustino ma no perché lo zio è più bello e gli somiglia solo nei francobolli della serie floreale che costano un sacco di soldi e nella collezione ce ne ho due balordi e lo zio Elio è più bello e poi è simpatico ed il Re è un rompipalle no non sono un rompi palle ma dammi un altro poco di stracchino che è buono come quello della Menchina e dammi il pinzimonio con l'olio del Bramanti che è meglio di quello di Lucca che Garibaldi la prese con le capre ma Maestà Vi siete sporcato la cravatta e chi se ne frega e aggrotta gli occhi e tira i baffi in su sopra il naso ma perché Maestà non Vi levate l'elmetto si con questo porco freddo in questa cima che mi metto la corona in capo che è pesa e ci sono i buchi che ci nevica dentro no al quadrato di Villafranca io non c'ero non eroElio Bramanti legittimato e non c'ero io ma il babbo e il quadrato era un parallelepipedo rettangolo e il quadrato lo fece perché la margherita gli dava dietro a Bordighera e lui a Monza andava a letto con la contessa Litta che poi è brutta e mi è antipatica quanto Osio e la buttai fuori immantinente e dammi il pinzimonio che è buono ma Maestà non ci mangi anche i garofani e si cava il berretto di cencio ma perché vuoi sapere della guerra che Giolitti che è un vigliacco piemontese non la voleva e mi spiava dal buco della chiave e io non andai al funerale e Badoglio mi disse di scappare ma cosa vuoi che ne sappia io della guerra e perché lo domandi a me che io ero a pescare e tu sei amico del negus che mi regalò i talleri falsi ma io me ne intendo si Re ma in fondo in fondo in fondo un accidente e con la sciabola schiacciò una noce bello questo prato del colle ma io quel terreno dell'Elena lo voglio vendere e con quel lebbrosario che ci faccio e chi lo compra e io ci faccio la birra col lebbrosario e dammi una seggiola e no no il trono no mi è venuto sui coglioni macchè trono va a finire che lo dò al bruschi antiquario tanto il mio Umbertino è morto ma che dite Maestà si si è morto me lo ha detto lo zio Sebastiani che lo ha letto sul giornale e ringrazia i fratelli ebule che con quei fagiani della buca del prete ci si mangiò sei mesi si va bene ma qui sul marcapiede e poi non mi dovevi fare aspettare e meno male che non mi riconoscono travestito così da Faruch con gli occhiali neri e senza elmetto e la corona no che almeno quello mi da da mangiare e non devo andare a pescare per mangiare io e l'Elena che non era una pastora e suo babbo Petrovich diceva a tutti zivio ma non è vero che girava briaco per le osterie di Roma e non furono nozze coi fichi secchi ma si era innamorati ma se si stà al mio nipote morirei di fame come il ciuco di gianni di guscio e invece il mio Bepo era tanto buono e mi mandava i tartufi le fragole le maglie di lana e gli elmetti ma perché Vi siete vestito così da carbonaio Maestà e col cappello a lobbia perchè ho questo vestito solo chè questi porci di repubblicani m'hanno gabbato tutto e c'eri anche te repubblicano della madonna e io vado in bicicletta e il tuo zio va a regalare tre cavalli al negus si ma a caporetto io lo dissi e tu non ci credevi e io andai a peschiera per pescare ma che c'entra il Piave che io voglio pescare o si Maestà ma la guerra la guerra e sempre la guerra ma allora droandi non hai capito un cacchio che se un re non fa la guerra tutte le settimane non è re e poi non fui io ma quel capone che poi era buono e mi faceva i regali e mi mandava le fragole e le more e chi more more e chi campa campa e le ciliege sono rosse e se a maggio non si fa la guerra che si va a pescare forse scusa se mi sdraio sulla tavola perina sennò ingobbisco oh questo è uno dei tuoi figlioli bello e questo è quel rompicoglioni di Garibaldi con Mazzini che ora gli faccio la contravenzione per circonvenzione di vecchiette no Maestà è Lincoln il tuo figliolo è un bel ragazzo che Dio te li conservi tutti i figlioli ma Bepo è vero che era buono oh si che era buono poi a Torino incontrò la Millì e smise di vestirsi da boyscout e mi toccò scrivergli una letteraccia in francese che era meglio se la strappavo e poi lo lasciarono tutti solo perché era educato bene e non berciava e qui l'Italia finisce come l'Italia del mori o come morì Maestà l'Italia del mori eh si morì impestata e poi Maestà state attento alle carrozze si si ci sto attento ma questo viottolo è stretto e lunga è la via e mi sembra di cascare nelle paline e poi con questi calzoni corti mi sembra di essere buffo uno vecchio come me che pesca sull'Agna e sul Ciuffenna le laschine con i calzoni corti e la bavera marrone ma insomma Maestà ma mi dite perché faceste venire i tedeschi un'altra volta ma perché ti frega di saperlo da me che non ne so niente i ministri sono i miei occhi e qui ci sto bene sdraiato se no mi fa freddo e dammi un'altro po’ di brodo e due mirtilli giganti lessati si va bene Re ma insomma qualcosa ditelo mi fecero firmare tutto e poi danno la colpa a me e mi tocca travestirmi da palombaro e andare in bicicletta come ora e io invece sto bene con i gambali ai polpacci e le scarpe di scevrò se no mi fa male la testa e io scappai e non mi presero se no mi facevano a fettine come il culatello o la coppa di Modena ma se ci casca addosso quella montagna ci schiaccia ma che ci fa tutta questa gente in salotto non si può star soli un momento qui al caldino e digli a Egisto che si metta l'elmetto che gli detti e porti la quercia al camino e una costolina d'agnello come per Attilio che ho fame si Sire la cucina la Marisa e va bene ma la voglio con molto pepe e pane e acqua e iersera mi dette cena al borro il mio redo che lui è buono e l'ha detto anche Bepo e quell'altro no non mi manda da mangiare per me e per l'Elena e io pesco le laschine e un barbio ma quando passo vado all'aia di Bettarino e lui il duchino che è buono mi ci fa trovare il coniglio fritto sdiossato e il pane bianco della Maria del Giachi però digli che cavi quella capoccia di bronzo dall'ingresso sennò sembro morto e che ci metta il gesso del Duca degli Abruzzi che lui è morto ma che cacchio vuoi sapere te della guerra che sei repubblicano e lo zar lo fucilarono per via della moglie maleducata col popolo ma l'Elena no è buona e il conte di Torino è morto e non mi manda più il vinsanto del borro del caratello con le doghe di ginepro che lo fece fare il tuo bisnonno e te ragazzo vai via dalla trincea se no ti dò una pachera ma che caldo e la guerra finì ed io dovei andarmene e sulla corona ci misero una morte secca con la candela dentro ma che freddo ci fa in questo lago e non si pesca un cazzo nemmeno col fucile o col tamburo però se tu mi comprassi un po’ di carburo.

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